114ª Assemblea
CIMP Cap
Cassano Murge
(Bari) 20-22 ottobre 2008
Interprovincialità,
formazione e vita apostolica nello spirito della comunione
fraterna
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La Conferenza Italiana dei Ministri Provinciali
Cappuccini, si è riunita
a Cassano Murge (Bari) dal 20 al 22 ottobre 2008. Con il Vicario
generale, fr. Felice Cangelosi, erano presenti 16 Ministri provinciali
e 3 Vicari provinciali; solo due dei 21 Ministri non erano presenti.
A questa Assemblea erano invitati anche i quattro Segretari nazionali
dell’area Evangelizzazione, Carità e
Profezia, Comunione Francescana, Fraternità.
Il Presidente, fr. Aldo Broccato,
Ministro provinciale di Foggia, dopo aver dato il saluto ai partecipanti,
ringrazia la Provincia di Puglia per aver voluto che la celebrazione
di questa Assemblea avvenisse sul suo territorio in occasione dei
cento anni della rifondazione. Il programma si articolava sulle collaborazioni
interprovinciali, sull’attuale situazione della formazione
dei formatori, sulla revisione delle Costituzioni, sull’attività dei
Segretariati.
Nonostante
l’intenso lavoro, l’Assemblea ha vissuto un momento
bello e fraterno recandosi a Bari e visitando la basilica
di S. Nicola e la Cattedrale: momenti che hanno aiutato a riflettere
sulle radici storiche e cristiane di questa città e sui
momenti più significativi, non sempre facili, del passato.
Queste riflessioni sottolineano la collaborazione sempre attiva
e necessaria tra gli organismi ecclesiali (l’incontro con
Mons. F. Caccucci, vescovo di Bari-Bitonto è stato proficuo)
e l’Ordine dei Frati Cappuccini.
Collaborazioni interprovinciali
A
partire dall’incontro sulla collaborazione tra le Province
del Nord Italia fatto a Marola (RE) nella primavera del 2006, il
relatore, fr. Roberto Zappa, delinea il cammino che attualmente
ha portato ad intensificare i rapporti tra Province in due aree
geografiche designate come Nord-Ovest (Alessandria, Torino, Genova,
Emilia Romagna), e Nord-Est (Lombardia, Trento, Venezia). Nelle
sette Province del Nord sono stati fatti dei passi verso un obiettivo
comune, legato sia alla formazione iniziale, ma anche nella formazione
permanente, i cui destinatari sono i frati guardiani, economi,
confessori, predicatori...
Altre strategie progettuali tra
le Province di Alessandria, Genova e Torino sono ancora in fase
di dibattito e ci si augura che portino ad una più stretta collaborazione,
allineando i Capitoli provinciali nel 2011, per arrivare ad una “federazione” (oppure unione)
di queste tre Province del Nord-Ovest entro il 2014. Non mancano
alcune difficoltà, dovute alla mentalità corrente
che privilegia la progettazione locale rispetto a quella interprovinciale;
ma la spinta promossa recentemente dal Ministro generale sprona
a percorrere cammini unitari, che conducono verso la collaborazione.
Le collaborazioni al Centro Italia, presentate
da fr. Domenico Del Signore, Ministro provinciale dell’Abruzzo, hanno fatto
passi importanti nell’ambito della formazione iniziale, creando
delle comunità interprovinciali di formatori. Tutto l’iter
formativo ha favorito la reciproca conoscenza dei giovani frati
in formazione. Sul versante della formazione permanente si programmano
degli incontri interprovinciali, che hanno come destinatari i frati
direttamente coinvolti nei molteplici settori pastorali.
La collaborazione tra le Province della CIFIS
(Collaborazione Interprovinciale Formazione Italia Sudpeninsulare),
Napoli, Salerno, Foggia, Puglia e Calabria dura da oltre 15 anni
e annovera tra i suoi frutti più significativi un riscontro reale di rapporti
fraterni reciproci tra i frati. Questo è parte di una storia
e di un presente scanditi con date significative a partire dal
1992 ad oggi. Lo sottolinea una collaborazione collaudata, regolata
da uno statuto e documentata dagli “Atti” regolarmente
pubblicati. Alla base dei rapporti si riscontra una condivisione
delle responsabilità, appoggiata su quei valori prioritari
che tengono conto delle visioni territoriali più ampie,
senza nulla togliere al senso di appartenenza alla propria Provincia.
Ci sono, comunque, fragilità e limiti: l’assenza di
una precisa fisionomia giuridica, la discordanza fra i trienni
di governo delle singole Province, la scelta dei Ministri di by-passare
la formazione dei formatori, ammettendo i candidati alla professione.
Alcune sfide in atto sono dovute al perfezionamento della formazione
iniziale e all’ampliamento delle iniziative di formazione
permanente, che defluisce in iniziative concordate nel campo del
ministero apostolico.
La
collaborazione interprovinciale per la formazione iniziale in Sicilia
vede coinvolte le tre Province di Palermo, Messina e Siracusa;
una collaborazione che risale a 25 anni fa. Infatti, guardando
alle Province italiane, si può dire che è questa
l’esperienza di collaborazione interprovinciale più lunga.
In questo percorso le Province della Sicilia hanno attivato progetti
sul postnoviziato, visto come prima fase formativa.
Nella fase
di accoglienza vocazionale, invece, ogni Provincia se ne fa carico;
mentre, le diverse tappe formative (noviziato, postnoviziato, studentato)
sono curate dall’una o l’altra Provincia a seconda
del luogo in cui risiedono. I frati che hanno vissuto il tempo
di formazione insieme sono ormai una cinquantina, e in prospettiva
ci sono motivi validi per sperare nella costituzione di una presenza
cappuccina unica in tutta la Sicilia. Un punto fragile è dato
dalla mancanza di fraternità interprovinciali in questi
luoghi di formazione.
Infine, si concorda che i primi invitati a
credere nelle collaborazioni interprovinciali sono i governi
delle singole Province (Definitorii provinciali), perché sono essi, poi, che portano avanti
i progetti condivisi da tutti i frati. La parola d’ordine è:
bisogna camminare insieme.
Formazione dei formatori
La situazione della formazione dei formatori
in Italia è un
tema molto dibattuto e riconduce al Progetto Formativo elaborato
dalla Conferenza dei Cappuccini nel 1993 e affidato ora ad una
commissione, composta da frati impegnati nel Segretariato della
Fraternità, perche valuti con quali procedure intervenire
per una sua revisione. La Commissione ha iniziato il suo lavoro
ritenendo sostanzialmente valido il Progetto Formativo del 1993,
e andrebbe soltanto aggiornato, in merito alla evoluzione della
teologia sulla vita consacrata e sull’accompagnamento dei
percorsi vocazionali.
Alcuni elementi di riflessione in
proposito sono stati identificati in una sottolineatura dell’aspetto
del sacrificio, dell’aspetto della preghiera del cuore, sui
valori del silenzio (aspetto della vita eremitica propria della
nostra tradizione) e dell’austerità (argomento vincente
di fronte alla nostra società del benessere). In merito
a questo lavoro così delicato, tutto il Segretariato della
Fraternità ha pensato di coinvolgere le fraternità formative
e di metterlo all’ordine del giorno dei diversi convegni
sia dei formatori che dei formandi, ma interessando anche altri
settori apostolici.
Alcuni
argomenti scottanti propri della collaborazione interprovinciale
andrebbero approfonditi, ad esempio, la stabilità delle
vocazioni, della discrepanza tra ideale e realtà. Pur tenendo
presente il mistero della libertà dell’individuo
e i processi di interiorizzazione, si intravede una possibile risposta
qualificando le relazioni umane, intensificando la rete di comunione
che favorisca il clima di reciproca stima, il rispetto e la collaborazione;
processo di maturità che stimola il passaggio dall’emotività iniziale
alla fede solida.
Oggi non si parla più della figura del
singolo formatore, ma la sfida si gioca nelle fraternità formative,
che al contempo devono essere anche fraternità carismatiche.
In sintesi, a tutti viene richiesta una maggiore assiduità alla
preghiera contemplativa di Cristo crocifisso, e ad una maggiore
oblazione dei singoli, frutto di un vero atto liturgico vissuto.
L’ideale e la vita reale avranno sempre un margine di differenza
e di contraddizione, ma la maturità è saper coniugare
l’ideale e il reale.
Le Costituzioni
Fr. Felice Cangelosi, Vicario generale e Presidente
della Commissione per la revisione delle Costituzioni, ha presentato
la lettera circolare del Ministro generale (Prot. n. 00764/08),
che si interroga sul lavoro portato avanti finora. Contrariamente
a quanto accennato in precedenza, il Ministro generale precisa
che non ci sarà alcun
capitolo straordinario, ma tutto viene rinviato al Capitolo generale
ordinario del 2012. La Conferenza prende coscienza del ruolo determinante
che ha nei confronti di tutto l’Ordine.
Anche se il volto
dell’Ordine è cambiato, spetta ai frati che lo rappresentano
in Italia mantener vive le radici specifiche della Riforma cappuccina.
L’identità dell’Ordine è sicuramente
un discorso complesso ma, nonostante ciò, la CIMP Cap potrebbe
dare un apporto specifico, perché il valore carismatico è sempre
lo stesso, anche se le modalità di attuarlo richiedono un
rinnovamento profondo del cuore.
Segretariati e collaborazioni interfrancescane
I
quattro Segretari nazionali, dopo essersi confrontati tra loro,
hanno esposto le varie iniziative maturate e poste in atto dai
loro Consigli nazionali. Il ruolo dei Segretariati è determinante
per avallare dei progetti e potrebbe essere il mezzo adeguato per
arrivare ai frati. I Segretariati, infatti, quali strumenti di
animazione, tengono vigile l’attenzione sulle indicazioni
ecclesiali e su quanto propone l’Ordine.
La collaborazione è il
luogo dove si incomincia a sperimentare l’interprogettualità,
che necessita, però, di un maggior coordinamento. Il futuro
sta nei progetti che i Cappuccini italiani sapranno elaborare,
e i Segretariati vanno coinvolti, non a sostegno delle strutture,
ma come coinvolgimento nei progetti mirati. Al di fuori di questa
prospettiva, i Segretariati non hanno senso.
I Ministri provinciali, informati circa l’ultima Assemblea
straordinaria del MOFRA, concordano di portare avanti la linea
di una più efficace e concreta collaborazione tra le Famiglie
del Primo Ordine, a vantaggio di tutte le realtà francescane
(suore e laici).
Il “Capitolo delle Stuoie”, che vedrà riunite
ad Assisi le quattro Famiglie Francescane per celebrare il centenario
della Regola, è ormai alle porte ed è opportuno trovare
uno spazio adeguato per valutare con tutti i Ministri provinciali
del Primo Ordine come rendere fruttuoso questo evento.
Infine, al Consiglio di Presidenza viene affidato
il compito di studiare un programma che favorisca al massimo
l’incontro
della CIMP Cap con il Definitorio generale previsto per giugno
2009.
Il Segretario
Fra Mariano Steffan
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