Frati
CappucciniTAU
Chi SiamoPersonaggiPubblicazioniVocazioniAttualitàLinks

Sei qui: Home > Attualità > Bacheca > Convegni > La Pastorale della salute e i Cappuccini italiani - Resoconto di fra Mariano Steffan

Programma
Lettera di fra Antonio Ascenzi

CIMP Cap - Conferenza Italiana Ministri Provinciali Cappuccini
Segretariato per la Carità e per la Profezia
(Servizio per la Pastorale della Salute)

Convegno nazionale

I Cappuccini impegnati nella Pastorale della Salute
ritornano a Paestum (SA) dopo 25 anni

Preparazione e svolgimento

Nei giorni 28 Maggio - 1 Giugno 2002, il Servizio per la Pastorale della Salute del Segretariato per la Carità e per la Profezia della CIMP Cap (Conferenza Italiana Ministri Provinciali Cappuccini) riorganizza al Centro di Spiritualità del Getsemani di Capaccio-Paestum (SA) un convegno nazionale sul tema: La Pastorale della Salute e i Cappuccini italiani. Risvolti del XX secolo. In precedenza, cioè nel 1976, proprio in questo luogo fu organizzato un convegno sull'evangelizzazione e promozione umana. Allora i cappellani presenti erano 120, oggi tra i quaranta partecipanti c'era la presenza di una diecina di laici attivamente impegnati nelle cappellanie dove operano i nostri cappellani di Catania, Cosenza, Messina, Genova (cfr allegato).

Il convegno, atteso da tre anni dagli operatori della Pastorale della salute, si è potuto fare a partire dal volume appena pubblicato che porta lo stesso titolo. In questo volume sono raccolte le indicazioni sgorgate dai cappellani stessi a partire da Ariccia 1997 (Roma) e, successivamente, dal raduno dei responsabili provinciali di questo settore apostolico svolto a Salsomaggiore Terme 1998 (Parma), che si sono interrogati sulla riforma dei segretariati e sulla collocazione di questo apostolato nel contesto delle molteplici attività svolte dai cappuccini italiani. Il volume termina con le indicazioni date dalla ristrutturazione dei nuovi segretariati. Particolarmente apprezzate sono apparse le indicazioni suggerite dal Ministro Generale dell'Ordine e dal suo Vicario Generale.

I contenuti

Le relazioni svolte hanno suscitato molto interesse nei partecipanti e dei vivaci dibattiti.
Il Prof. C. Rocchetta, teologo e docente universitario, nella prima relazione ha toccato il valore antropologico dei sacramenti che nei suoi risvolti trasforma tutto l'uomo in Cristo. Nella seconda relazione, lo stesso relatore ha parlato sulla teologia della tenerezza per una rinnovata Pastorale della Salute. Le implicanze pastorali fatte da questa nuova, e per molti versi ancora inesplorata, impostazione teologica sono molteplici e gli agganci con il francescanesimo, entusiasmanti, perché s'intravede un Dio che concretamente s'incarna in ogni uomo e la risposta dell'uomo che diventa, con la forza della grazia e non certo per sua capacità, un segno della tenerezza e dell'affetto di Dio per l'uomo sofferente.
Su questi contenuti si è collocata la relazione di Mons. Sergio Pintor, direttore dell'Ufficio CEI per la Pastorale della sanità. I nuovi percorsi della pastorale sanitaria italiana da lui indicati e le attese che i cappuccini italiani dovrebbero soddisfare, sono quelli del servizio, della condivisione, della collaborazione e della itineranza.

Se in ambito teologico ed ecclesiale i percorsi sono abbastanza chiari, non è certo così quando il Servizio di Assistenza religiosa deve rapportarsi con l'attuale Servizio Sanitario Nazionale, perché la sanità ha cambiato volto. L'Assistenza Religiosa, diceva l'avvocato Antonio Cardarella, direttore ospedale S. Elia Caltanisetta nella sua relazione inviata per scritto, non deve deludere le nuove opportunità che si profilano, ma offrire un servizio specifico, qualificato e coinvolgente per il pubblico. Non ovunque in Italia le leggi regionali sanitarie sono state così attente, mentre alcune regioni hanno avuto il coraggio di stipulare delle intese con gli ordinari diocesani.
In questo convegno si attendeva la presenza fra Antonio Ascenzi, Vicario generale dell'Ordine, per trattare il tema: I Cappuccini di fronte all'evangelico dovere del curare gli infermi. Il Vicario Generale, non potendo essere presente ha inviato una lettera che è stata giudicata coraggiosa e propositiva dai partecipanti, i quali s'impegneranno di farla conoscere ai confratelli della propria provincia.

Il tema, comunque, è stato degnamente trattato dal Prof. Fra Felice D'Onofrio, medico e bioeticista. Il relatore, ripercorrendo come medico e credente alcune recenti sfide poste dalla bioetica e i rispettivi risvolti morali, ha dimostrato che le ragioni della fede sono delle illuminanti e sagge risposte alle regioni della scienza. Il cappellano, con la sue capacità di sapersi situare nell'ambiente sanitario, deve portare lì queste regioni con il suo linguaggio semplice, convinto, ma anche scientificamente motivato.
Al di là delle relazioni e di questi apprezzati contenuti, il convegno si è rivelato, ed è ciò che più conta, una proficua esperienza di fraternità. Gli ampi spazi di comunione, di scambi di esperienze, di confronto schietto e sincero, che si sono svolti sia in aula che nei lavori di gruppo, sono stati da tutti apprezzati ed hanno allargato il cuore. Si è scoperto che i frati amano molto "raccontarsi" sia in modo formale che informale. È in questo contesto che si è vissuta una rilassante mattinata in fraternità tra le rovine archeologiche di Paestum, iniziando con il canto delle lodi nella basilica paleocristiana del IV Secolo.

Linee operative conclusive

Cos'è emerso da questo convegno?
Innanzitutto la voglia di essere "testimoni di una tradizione", quella cappuccina che si colloca accanto ai malati e sofferenti. Ma anche il desiderio di andare oltre a certe mentalità precostituite che soffocano ancora questo servizio.
Qualcuno ha fatto giustamente osservare che nel convegno degli ospedalieri del 1976 che si svolse proprio qui a Paestum, i frati erano 120, oggi sono solo 30 con 10 laici. Questa non è stata solo una osservazione di ordine numerico, ma in radice c'è l'amore ad una presenza che è stata qualificante per i cappuccini. Nel contesto attuale si deve allargale la visuale di questo servizio apostolico perché la sanità si riversa nel territorio. Perciò, si deve prestare attenzione ai malati a domicilio, agli anziani soli, alle situazioni di disagio di molte famiglie che da sole devono affrontare i disagi provocati da handicap o malattie di vario genere. Questi frati, che non sono negli ospedali ma nei conventi e nelle parrocchie e che quasi quotidianamente sono a contatto con queste situazioni, non potrebbero trarne vantaggio da incontri come questo? Evidentemente, la "Pastorale della salute" con le sue ampie vedute richiede un cambio di mentalità.

Di fronte al mandato di Gesù che dice ai discepoli: "Andate… Curate gli infermi!" si è visto che anche ai frati che lavorano in questa vigna o a quelli dell'orticello accanto, viene richiesto di "convertirsi" e di "crederci": di convertirsi alla causa dei poveri e sofferenti e di credere che quei volti portano l'impronta del volto di Cristo. Ed è questa la vera scoperta che, come lo fu per Francesco d'Assisi a contatto con i lebbrosi, riempie il cuore e dà gioia all'anima.

fra Mariano Steffan

 

Copyright© 2007 Frati Cappuccini Italiani e-mail: info@fraticappuccini.it
Hosted by
Comunicare