Giuseppe Migliavacca
(in religione Arsenio), fondatore delle Suore di "Maria
Santissima Consolatrice", servo di Dio, nacque a Trigolo
(Cremona) il 13 giugno1849, in una famiglia numerosa e profondamente
cristiana. Entrato nel seminario diocesano di Cremona nel 1862,
fu ordinato sacerdote nel 1874 da mons. Geremia Bonomelli. Dopo
circa un biennio di attività come coadiutore a Cassano
d'Adda (1874-5), seguendo l'impulso interiore dello Spirito
che lo chiamava alla vita religiosa, domandò e ottenne
di entrare nella Compagnia di Gesú, che aveva a Cremona
il celebre Collegio Vida (1875). Vi rimase circa 18 anni (1875-92),
e, dopo il noviziato a Chateau des Alleux presso Laval in Francia
(1875) e il terzo anno di probazione a Lainz presso Vienna in
Austria (1887), occupò diversi uffici, a Cremona come
prefetto di disciplina (1880-4) e, dopo un anno di studio a
Porto Re presso Fiume e altri 3 a Cremona, a Venezia quale predicatore
e confessore (1888-92), stimato e richiesto da molti.
Ma il Signore lo mise alla prova. Per non essere privato della
possibilità di esercitare il suo ministero apostolico,
accolse, contro voglia, le dimissioni dalla Compagnia di Gesú
(1892). In questo frangente si portò a Torino per predicare
un corso di esercizi ad alcune sue penitenti di Venezia che
si erano raccolte insieme per attendere a opere di apostolato
e che volevano costituirsi in congregazione religiosa. Per incarico
dell'arcivescovo di Torino, mons. Davide dei conti Riccardi
(Biella 1833-Torino 1897), si prese cura del nuovo istituto,
ne accolse le prime vestizioni (25 dicembre 1892), ne dettò
le regole e lo diresse saggiamente per 10 anni (1892-1902),
allargandone la sfera di attività in Piemonte e in Lombardia,
specialmente a Milano, dove, nel 1898, trasferí il noviziato
e la casa generalizia.
Tra i collaboratori che lo sostennero e lo aiutarono nella fondazione
dell'istituto, oltre la madre Cecilia Bruni (1861-1941), prima
superiora e considerata confondatrice, e il già ricordato
arcivescovo di Torino mons. Riccardi, deve essere menzionato
con distinzione particolare il torinese mons. Giuseppe Casalegno
(1839-1916), che è considerato confondatore.
Ma sopraggiunse di nuovo la prova, forse piú dura e umiliante:
a Milano, le suore stesse, sulla base di false accuse, misero
il card. Andrea Ferrari nella necessità di allontanarlo.
Il Migliavacca, visto che ormai la sua opera era - come diceva
- "in buone mani", attuando un suo antico sogno e
seguendo il consiglio del card. b. Andrea Ferrari, arcivescovo
di Milano, dopo un corso di esercizi si ritirò tra i
cappuccini, prima a Lovere (Bergamo) dove fece la vestizione
e prese il nome di Arsenio da Trigolo, poi nel convento di Bergamo,
dove continuò a dedicarsi alla predicazione e alle confessioni,
conservando e mostrando grande serenità e nascondendo
quello che di bene aveva compiuto nella sua vita. Qui morí
il 10 dicembre 1909, conosciuto e rimpianto come sacerdote zelante,
generoso, saggio e santo.
La sua salma, prima inumata nel cimitero di Bergamo, nel 1940
fu trasportata a Cepino Imagna, e di là, nel 1953, nell'allora
casa generalizia delle Suore a Milano. Il giorno 31 ottobre
1997 la Congregazione delle Cause dei Santi ha emanato i decreti
di competenza del Foro e in data 13 novembre ha dato il nulla
osta per l'avvio a Milano del Processo sulla vita, virtú
e fama di santità. |