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Adriano Willems (in religione Giorgio), servo
di Dio, nacque a Oevel presso Geel nella provincia flandro-belga
nel mese di agosto 1617. Dovette soffrire molto con la sua
famiglia a causa dei protestanti, ma coltivando la pietà
e gli studi giunse all'ordinazione sacerdotale il 15 marzo
1642. L'11 novembre vestí l'abito cappuccino nel convento
di Lovanio dove trascorse l'anno di noviziato e fece la sua
professione religiosa. Colpito dalla testimonianza di due
missionari del Congo che si trovavano in Olanda per alcuni
problemi della missione e per trovare nuove vocazioni, chiese
di essere inviato in quella missione. Ottenuto il permesso
dai superiori, il 29 giugno 1651, dopo tre anni di viaggio
avventuroso, giunse nel Congo e venne destinato alla città
di S. Salvatore dove svolse un proficuo ministero, soprattutto
riuscendo a impadronirsi di quella lingua tanto che potè
comporre un vocabolario latino-spagnolo e congolese ad uso
dei missionari. Passò anche nelle case missionarie
di Matari e di Ngondo Mbata. Incontrando un giorno, mentre
passava per la località di Ulolo, molti cristiani che
continuavano i culti idolatrici, infiammato dallo zelo li
riprese e bruciò tutti gli idoli e strumenti idolatrici.
Gli stregoni reagirono e lo assalirono con pugni, calci, bastonate
e pietre lasciando il suo corpo ferito a morte. Trasportato
a Ngondo Mbata, dopo una dolorosa agonia, ricevuti i sacramenti,
rese l'anima a Dio circa il giorno 8 dicembre, festa dell'Immacolata
Concezione. Raccolti subito i documenti del suo martirio,
solo nel 1936 la curia di Malines poté iniziare il
processo informativo ordinario.
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