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Giuseppe da Carabantes, venerabile. Nato
a Carabantes (Soria) il 27 giug. 1628 dai nobili Bartolomeo
Velázquez e Anastasia di Fresneda, si trasferí
a Saragozza per compiere gli studi superiori e l'11 ott. 1645
vestí l'abito a Tarazona, nell'antica provincia cappuccina
di Aragona. Continuati gli studi ecclesiastici a Borla, Huesca
e Calatayud, fu ordinato sacerdote il 21 sett. 1652. Consigliatosi
con la celebre suor Maria di Gesú da Agreda, chiese
ai superiori di essere mandato alle missioni di Cumaná
(Venezuela), affidate da poco alla sua provincia monastica,
dove arrivò nel 1657. Dopo aver esercitato l'apostolato
a Cumaná e Caracas, nel 1660 poté finalmente
iniziare la predicazione fra gli indios antropofagi caribes,
assistito dalla miracolosa protezione di Dio.
Nel 1666 tornò in Spagna a perorare, davanti al Consiglio
delle Indie e al nunzio, la causa della missione cappuccina,
e nel seguente anno si recò a Roma a presentare al
santo padre l'obbedienza dei caciques delle cinque tribú
appartenenti alla provincia di Cumaná. Rimasto in patria
si dedicò all'apostolato delle missioni popolari in
Andalusia, dove nel 1674 fu incardinato alla provincia monastica
della Betica; ma soprattutto il campo della sua azione apostolica
fu la Galizia, dove fu seguito e ascoltato da grandi folle
e operò innumerevoli conversioni; soltanto alla diocesi
di Orense diede sessantadue missioni. Morí durante
questo estenuante lavoro l'11 apr. 1694 a Monforte (Lugo)
e fu sepolto nella chiesa delle Clarisse. Autore di vari libri
di pietà, le sue opere maggiori sono: Práctica
de las misiones. Remedio de pecadores sacado de la Escritura
divina y de la enseñanza apostólica, I, León
1674; II, Madrid 1678; Prácticas dominicales y lecciones
doctrinales de las cosas más esenciales sobre los Evangelios
de las dominicas de todo el año, 2 voll. (Madrid 1686-87),
piú volte ristampati. La sua causa di beatificazione,
iniziata nel 1729, fu in trodotta il 24 ag. 1910 e i processi
apostolici furono aperti il 25 febb. 1920. È ricordato
nel Martirologio Francescano il giorno della morte.
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