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NATALE
E’ brutto essere poveri, a natale.
E’ brutto essere poveri, di natale.
Ogni festa è un impegno alla conversione. Il Natale invita
a convertirsi alla povertà.
Gesù è sceso accanto a noi poveri perché avessimo
a sperare. La speranza è l’unica ricchezza del povero.
Natale per Gesù è stato un “abbonarsi”
alla sofferenza, un profumarsi di povertà.
Per noi è mettere più poveri nei pensieri, nel cuore,
nelle preghiere e nelle azioni.
S. Vincenzo de’ Paoli visse 79 anni. Ne trascorse 45 per scoprire
i poveri, i restanti per servirli come “padroni e re”.
Natale è la festa che ha lanciato la “moda del regalo”. Vuole aiutarmi a diventare un
“articolo da regalo”.
In un ricovero leggo questo cartello : “Mostra mercato. Lavori
effettuati dagli ospiti della casa. Il ricavato andrà ai
bambini poveri di Barra do Corda (Amazz Av)”.
Io non so ricamare, non so lavorare a maglia, non so cucire , ma
posso essere come Madre Teresa “la matita di dio”
e disegnare il volto di Gesù nel cuore di tanti amici, poveri
di Lui.
Sembrava un rudere, così sporco, abbandonato da tutti sul
marciapiede di Calcutta.
Morì contento. Nel sorriso di Madre Teresa aveva visto il
volto di Dio.
Nessuno è ricco, se è povero di Dio; nessuno è
povero se è ricco di Dio.
Almeno a Natale diciamo un “ciao” a un povero, ma
come glielo direbbe Gesù.
Non è poi tanto difficile diventare un “articolo da
regalo” a Natale.
P. Geminiano Carsana
dicembre 2002
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