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La Cism nella regioni italiane

“PERCHÉ VEDANO LE VOSTRE OPERE BUONE…”

a CISM è viva. Chi lavora al centro lo sa e se ne compiace vivamente; ma chi sta fuori non sempre se ne rende conto, anche perché non tutti, forse, si attarderanno a leggere quanto si pubblica periodicamente su “Religiosi in Italia” nella rubrica “Vita delle regioni”.
Ci sembra quindi opportuno, una volta tanto, far conoscere quello che avviene in casa nostra, nelle varie conferenze regionali, in modo che tutti si rendano conto delle iniziative che i religiosi prendono in Italia, perché “vedendo tante opere buone”, non solo se ne dia gloria a Dio, ma ci si senta spinti a fare meglio e di più.
Dalle relazioni che ci sono arrivate, sappiamo così che nel Lazio c’è una “fattiva collaborazione” tra i consigli regionali USMI e CISM, mentre “è debole” la struttura regionale. La Conferenza sta ora lavorando all’attuazione di un programma stabilito durante un convegno presieduto dal Delegato Mons. Lino Fumagalli, vescovo di Sabina e Poggio Mirteto, e che, oltre a un maggior coinvolgimento dei consacrati negli organismi di comunione delle diocesi, prevede una “mappatura” delle presenze e delle attività per un’equa distribuzione nella varie realtà ecclesiali.

Non tutti vedono bene la stampa di un notiziario regionale, mentre tutti plaudono alla nomina di un Segrtetario nazionale aggiunto (meglio chiamarlo coordinatore nazionale, è stato detto) per collegare meglio il servizio a livello nazionale, regionale e locale.
In Umbria, dove la CISM è presente in sei diocesi su otto (ma che funziona “a intermittenza” solo in tre/quattro), Presidenza, Segreteria e Consiglio non si sono mai incontrati “per difficoltà di incastro con gli impegni dell’uno o dell’altro, anche se esiste un buon rapporto di amicizia e di confronto via telefono, e-mail e visite personali del Presidente”.
Ciò nonostante si è tenuta una giornata di incontro a livello regionale, con la partecipazione di circa 400 religiosi/e con la presenza del Segretario della CEU, Mons. Bottaccioli, e la visita di altri vescovi.
Per il futuro sono in programma una maggiore collaborazione con l’USMI (rimasta per qualche tempo senza Presidente); una celebrazione per il XXV della Mutuae relationes; la stampa di un “semplice foglio“ di collegamento; la costituzione di una Commissione mista; soprattutto la ricerca di nuovi incaricati zonali, oggi inesistenti.

In Emilia Romagna, benché sia stato fatto presente che la CISM “si trova in un particolare momento di stasi, di diffuso disinteresse, dettato forse dalla scarsa conoscenza dell’organismo stesso”, è stato dedicato un giorno al mese alla pace (con la pratica della preghiera comunitaria, del digiuno e di un pellegrinaggio al santuario di S. Luca); si è programmato il lavoro annuale con l’USMI; si è fatto un incontro con i formatori e con i segretari diocesani, proponendo una scuola teologica sulla VC; è stato istituito un sito internet (http:/www.cismer.it/01-novita.htm) e si è tenuta un’Assemblea congiunta con una relazione di Mons. Tarcisio Bertone.
In Lombardia, dove tutti i quadri sono pieni e attivi, “sono state ricostruite le articolazioni della CISM, con conseguente riattivazione di una rete di comunicazioni”; è stata trasferita la sede del Segretario a Como ed è stato acquisito un proprio codice fiscale. Si è curata la stampa quadrimestrale del “Notiziario”; è stato redatto un nuovo Statuto, approvato il 20 ottobre scorso, e si è portata avanti l’attività della Commissione socio-assistenziale per anziani e disabili.
Per il prossimo anno sono in programma due importanti incontri a livello di Consiglio di presidenza, e cioè quello con i segretari diocesani e quello con i vicari episcopali, o delegati diocesani. La relazione con l’USMI e il GIS è buona, come lo è quella con la Conferenza episcopale, che ha nominato un suo referente per la VC nella persona di Mons. Lafranconi, vescovo di Cremona.

Ritenuta valida l’idea del Segretario aggiunto, la CISM lombarda aspetta dalla Presidenza nazionale “spunti di approfondimento o tematiche che possano costituire una base su cui articolare la programmazione regionale, istituendo così un flusso di pensiero che stimoli l’attività regionale”.
In Piemonte “l’efficacia organizzativa presenta difficoltà, causata dal veloce avvicendamento dei membri del Consiglio”, ma pare abbia trovato un Segretario “adatto al compito”.
Ottimo il lavoro della commissione mista, buoni i rapporti con l’USMI, con cui si hanno incontri più volte all’anno e si organizza una giornata su temi concordati e aperta anche ad altri religiosi/e. Nel 2002 si è tenuto un Convegno su “L’autorità nella vita consacrata”, in continuità con il tema dell’Assemblea Nazionale CISM; si è avuto un incontro della commissione mista con la Conferenza Episcopale; con i Provinciali e delegati e con i Maestri e Maestre dei novizi.
Per il 2003 è previsto un Convegno su tema da definire e sulla Mutuae Relations (14 maggio), nonché una celebrazione più intensa della Giornata della VC.

Alla CISM nazionale è richiesto di “stimolare la periferia con idee e proposte, senza stancarsi di favorire la comunicazione e la comunione; di seguire il settore Beni Culturali e Biblioteche, perché c’è pericolo che “per i Religiosi rimarranno briciole dei fondi, pur rappresentando una buona parte del patrimonio”.
Nel Triveneto si nota una certa difficoltà a “unire le forze per lavorare insieme” e per incontrare i segretari diocesani, esistenti in ogni diocesi, come risulta da un’indagine fatta su invito della CISM nazionale. L’indagine ha riservato qualche sorpresa: cambiamento del volto della presenza dei religiosi “anche a seguito di chiusura e apertura di comunità di cui non si sapeva”; difficoltà di alcuni segretari ad aggregare le comunità presenti in diocesi, “vuoi perché estremamente variegate, vuoi perché poche. L’età e la penuria di risorse costringe a concentrarsi sulle proprie opere”.
Ora si spera in una maggiore coesione sulla spinta del nuovo Patriarca di Venezia, che ha chiesto di incontrare i vari organismi operanti in diocesi (CISM compresa, quindi), e della presentazione di “un progetto di legge regionale circa l’assistenza degli anziani e non autosufficienti. Per essere controparte ascoltata in tale progetto si è dato vita a un gruppo di coordinamento che riunisce le sigle a cui fanno capo tutte le realtà della vita consacrata”.

Una bellissima realtà è costituita dai giovani religiosi organizzati tra loro e che danno vita a incontri annuali “di grande spessore di spiritualità e fraternità”.
Per il prossimo anno sono previsti un incontro con il Patriarca; la ripresa dell’attività dell’Osservatorio sulla VC in unione con l’USMI; due giornate di studio in aree geografiche diverse e un’assemblea di tutti i segretari diocesani “per una iniezione di fiducia e per determinare alcune coordinate comuni”.
In Calabria si tiene un convegno annuale in collaborazione con l’USMI, sempre in una diocesi diversa (quest’anno si è avuta la partecipazione di 700 consacrati) e si stampa una bella rivista quadrimestrale “Uniti per servire”. Se i rapporti con l’USMI sono “di grande intesa”, quelli con la Conferenza Episcopale “non sono improntati a grande intensità”, anche perché non esiste ancora la commissione mista.

Alla Presidenza nazionale è chiesto di “preparare un dépliant illustrativo di facile consultazione, da diffondere largamente nelle nostre chiese locali”.
In Puglia la politica dei piccoli passi ha consentito la costituzione “di un Consiglio di presidenza e una Segreteria regionale capaci di svolgere un lavoro in piena comunione con quanto richiesto dallo Statuto e regolamento CISM, nonché la riorganizzazione dei Segretariati diocesani per avere in ogni curia un ufficio di VC insieme all’USMI e al GIS”.
Varie le iniziative nel 2000. Incontro con la Conferenza Episcopale, che dedica un’intera mattinata all’ascolto dei Superiori Maggiori della regione durante i tre giorni di verifica e di programmazione ecclesiale regionale; incontro di tutti i vicari della VC e segretari diocesani; incontro delle Presidenze CISM, USMI e GIS per preparare uno Statuto “che regolamenti il cammino di comunione e di collaborazione” e la costituzione di una Segreteria regionale congiunta, anche se la collaborazione con il GIS è scarsa per vari motivi.

Per il 2003 è previsto un Meeting sulla VC “per dare continuità al Convegno sulla VC del 1998, rileggendo, attraverso il dialogo e il pubblico dibattito, le sfide a cui i consacrati sono chiamati”; la stampa di un foglio illustrativo sulla VC; la preparazione di una carta dei servizi della VC nella regione; la stesura di un questionario per un’indagine sulle parrocchie affidate ai religiosi con relativo Forum.
La CISM pugliese lamenta scarsità di risorse economiche, la mancanza di disponibilità a lavorare per la CISM, ma soprattutto l’eccessiva mobilità dei religiosi, tanto che la Conferenza Episcopale preferisce nominare Vicario per la VC un sacerdote diocesano, in modo da garantire una continuità che non si ha con un religioso.
Alla Segreteria nazionale è chiesto di “aprire il portale alle Conferenze regionali”.

In Toscana, dove “non ci sono né incaricati regionali né commissioni”, il Consiglio di presidenza si riunisce due volte all’anno (una col Consiglio USMI) per preparare la giornata di riflessione e di incontro dei consacrati della regione. Quest’anno ha partecipato anche Mons. Plotti, Presidente della CET.
Le relazioni con i vescovi sono buone (a parte “alcuni malintesi in caso di vendite di immobili, specialmente con le Religiose”) e sono tenute dalla commissione mista, che si riunisce tre volte l’anno.
Per il 2003 sono previste una giornata di incontro e di riflessione per religiosi/e e una nuova edizione di Religiosi e Religiose in Toscana, insieme all’USMI.
Difficoltà? Varie, riassumibili nella scarsa partecipazione agli organismi preposti; nella gestione delle opere assistenziali e delle scuole “dovute anche alle nuove leggi regionali e nazionali, per la cui conoscenza la CET ha istituito un Osservatorio Giuridico Legislativo; nella mancanza dei segretari diocesani, assenti nella maggior parte delle diocesi”.

Alla Presidenza nazionale si suggerisce di “rivedere e semplificare le strutture e di allargare la partecipazione dei Delegati - e non solo dei Provinciali – al Consiglio CISM regionale, dato che varie Congregazioni hanno unificato alcune regioni in una sola Provincia”.
In Campania, dove i Superiori Maggiori sono 23, le comunità maschili 320 e i religiosi 1800, i quadri richiesti sono tutti pieni e operanti. La CISM organizza due appuntamenti annuali, un’Assemblea per i Superiori Maggiori a primavera e un’altra congiunta con l’USMI in autunno. Un’attenzione particolare è data alla stampa, “cercando di creare strumenti di conoscenza reciproca e di collegamento, ma anche elementi di memoria e di aiuto alla riflessione delle comunità”.
Grande importanza viene quindi data agli Annuari, sia dei religiosi della Campania che dei religiosi di Napoli e della diocesi di Sorrento-Castellammare, che costituiscono “un primo abbozzo di una storia della vita religiosa maschile nella regione”. Anche il bollettino Vita Consacrata “si presenta in forma agile ed essenziale”. I Quaderni “Consacrazione e Servizio” (ne sono stati pubblicati 12) raccolgono le relazioni tenute nelle Assemblee, “per diffondere e far continuare nelle comunità il dibattito avviato nei convegni”, mentre il Notiziario, fotocopiato, raccoglie tutti i documenti relativi alla vita CISM regionale.

L’attività degli ultimi anni è stata caratterizzata dalle riunioni del Consiglio di Presidenza con l’USMI e dalle Assemblee primaverili e autunnali a cui si è accennato.
Nella regione è cresciuta la sensibilità verso i segretariati diocesani CISM ed è migliorato il rapporto tra clero diocesano e religioso.
Altre relazioni non sono pervenute, ma questo non significa che le attività nelle altre regioni ristagnano. Sarebbe bene, comunque, che tutti mandassero un cenno sulla vita CISM regionale, perché far conoscere quanto è doveroso fare non è un vanto, ma un omaggio alla verità e un contributo alla storia.

Cappello per… Finotti!

Presentiamo in questo numero un’attività di cui molti, forse, ignorano l’esistenza e che (sempre forse) potrà provocare qualche sorriso. Da anni P. Giorgio Finotti - un oratoriano a cui Religiosi in Italia deve molto – si interessa del movimento delle vedove in Italia, di cui è Assistente spirituale, nominato dal card. Biffi, arcivescovo di Bologna.
Se si pensa che nel nostro Paese ci sono sette milioni e mezzo di vedovi (sei milioni di donne e un milione e mezzo di uomini), i sorriseti di compassione, temuti dall’intervistato, dovrebbero cambiarsi in un mea culpa collettivo per aver finora trascurato un gruppo così numeroso di gente bisognosa di conforto, in balia della solitudine, dell’amarezza, ma anche di potenziali collaboratori per l’attività apostolica.
P. Finotti informa che ha costituito un’Associazione, il Melograno, riconosciuto dallo Stato e destinato a ottenere il rispetto dei diritti civili di ogni vedova, in particolare di quelle più giovani che hanno difficoltà economiche o di impiego nel lavoro o semplicemente della pensione.
Egli ha in preparazione un un testo di ricerca storica e di presentazione biblico-teologica per ricostituire l’antico “Ordo Viduarum”, aggiornato ai tempi.

Egidio Picucci

 

 

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